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Il Titanio negli Ionizzatori

8 novembre 2011 by , No Comments

Il Titanio negli Ionizzatori

L’alta resistenza alla corrosione possedute dal titanio e dalle leghe di titanio, sono alla base di un’ampia e diversificata gamma di applicazioni nella chirurgia e nella medicina, così come nelle camere di ionizzazione.

Oltre 1000 tonnellate di protesi in titanio sono impiantati ogni anno in pazienti di tutto il mondo. Leggero, resistente e completamente bio-compatibile, il titanio è uno dei pochi materiali che risponde alle richieste di sostituzione per impianto nel corpo umano.

Le leghe di titanio di grado medico hanno una resistenza significativamente maggiore al rapporto di peso dell’acciaio inossidabile.
La gamma di leghe di titanio disponibili permette ai progettisti specializzati in forniture per la medicina di selezionare i materiali in base all’applicazione specifica.

L’ampia gamma di soluzioni:

  • leghe di titanio altamente duttile, commercialmente usato dove è essenziale un’alta lavorabilità;
  • leghe a memoria di forma;
  • titanio puro.

Le performance del titanio nei Dispositivi medici

La corrosione delle componenti metalliche da parte dell’acqua, dà luogo al rilascio di ioni metallici non richiesti, con possibile interferenza sulla qualità e potabilità.

Il titanio è completamente inerte e immune alla corrosione da parte dei fluidi, ed per questo è completamente bio-compatibile.

La scelta del titanio per la costruzione delle piastre negli ionizzatori è determinata da una serie di caratteristiche favorevoli che includono l’essere immune a corrosione, la bio-compatibilità, la resistenza meccanica. Tali caratteristiche sono essenziali: il flusso costante dell’acqua, la pressione e l’azione di ionizzazione sono in grado, nel giro di pochi anni, di intaccare anche il titanio più puro.

Nonostante vengano largamente utilizzate per le piastre Mesh, l’utilizzo di leghe di titanio in queste applicazioni è fortemente sconsigliato, oltre a ridurne sensibilmente la resistenza meccanica, espongono al rischio di rilascio di ioni da parte dei metalli in lega (alluminio, rame, silicio, palladio, cromo, niobio, ferro, manganese, molibdeno, tantalio, vanadio, silicio e bismuto).

Le leghe in titanio hanno maggiore duttilità, rendono così più semplice la deformazione per estrusione delle piastre che, aumentando la superfice di contatto con minor utilizzo di materiale, consente un notevole risparmio ai produttori.

E’ buona norma utilizzare ionizzatori con piastre in Titanio con Grado Medicale che abbiano ottenuto la Certificazione ISO 13485.

Ti auguro il meglio della Vita e tanta Salute

Piero Martino
Tel.: (039) 3388119975
Il mio stato

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RICERCA UNIVERSITARIA SUL ACQUA ALCALINA

4 ottobre 2011 by , No Comments

L’acqua kangen è conosciuta e sperimentata sina dal 1965 è quindi comprensibile come la maggior parte degli studi provengano da centri universitari orientali. Tuttavia qualcosa inizia a muoversi anche nella nostra europa come mostra questa università  svedese.

Uno studio condotto dall’Università di Lund in Svezia ( una delle più prestigiose università della Scandinavia. Frequentemente inclusa tra le 100 università migliori del mondo)

ha esaminato campioni di capelli di 90 donne. Circa la metà delle donne (47) proveniva da zone dove l’acqua potabile aveva un pH acido. Il resto delle donne (43) proveniva da zone dove l’acqua aveva un pH alcalino.
I ricercatori hanno confrontato le concentrazioni di minerali trovate nell’acqua di rubinetto di ogni casa delle donne con le concentrazioni di minerali che si trovavano nei capelli.

Ciò che i ricercatori hanno trovato e’ che che le donne che erano solite bere acqua alcalina avevano più alti livelli di calcio, molibdeno, ferro e selenio. Questi minerali sono tutti i minerali alcalini, e sono raccomandati per l’assunzione giornaliera. Le donne che invece bevevano solitamente acqua acida avevano una più alta concentrazione di minerali come il boro e bario, entrambi dannosi per la salute.

I ricercatori hanno notato che le donne che avevano bevuto l’acqua alcalina avevano quantità appropriate di minerali essenziali nella dieta proprio a causa de “l’importanza della presenza di minerali nell’acqua”.
Essi hanno osservato anche un altro vantaggio nel bere acqua alcalina: “Il rapporto di selenio / concentrazioni di mercurio è piu’ nei campioni di capelli ottenuto nel distretto alcalino (p <0.001). Cio’ indica che questi soggetti possono avere una migliore protezione contro gli effetti tossici del mercurio”.

Leggi l’articolo in svedese o in inglese pubblicato sul sito dell’Università di Lund

Questo articolo mi permette anche di introdurre l’argomentazione relativa all’residuo fisso nell’acqua e ai minerali inorganici che scriverò prossimamente. Restate collegati!

Aaron Bonassi
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Come posso sapere se soffro di acidosi?

5 settembre 2011 by , No Comments

Sei Acido o Alcalino?
Esistono vari modi più o meno semplici per controllare il proprio pH.
Personalmente quello che preferisco, anche perché più pratico, è il controllo
dell’acidità delle urine.

Procuratevi un misuratore del pH come le cartine tornasole o il Combur test in
farmacia ( lo consiglio anche se leggermente più costoso perché permette di
misurare anche altri valori importanti come Peso Specifico, Leucociti, Nitriti,
pH, Proteine, Glucosio, Corpi Chetonici, Urobilinogeno; Bilirubina,
Eritrociti/Emoglobina). Vi consiglio di misurare il pH in 3 momenti diversi della
giornata:

· seconda urina del mattino (la prima sarebbe naturalmente troppo acida
per il processo di deacidificazione notturno)
· prima di pranzo
· prima di cena.

Inserite la striscia in un piccolo contenitore sterile e immergetela per pochi
secondi e poi toglietela. La parte bagnata cambia colore: sulla scala colorata
riportata sulla confezione si può rilevare il numero relativo e segnarlo sulla
scheda che preparerete.
La misurazione deve continuare per 10-15 giorni. Scrivete accuratamente i
valori riscontrati su un diario o sulle tabelle fornite con le strisce.
Il pH ideale delle urine è 7,3 per la nostra salute è importante che non scenda
sotto 7.

Se il pH è sotto questo valore di norma è in atto un processo di
acidificazione dell’organismo!

Come abbiamo analizzato in precedenza le cause di acidificazione sono
molte ma la principale è l’alimentazione. Se vi doveste trovare in una
situazione di acidificazione costante il mio consiglio è quello di correggere
subito l’alimentazione mantenendo costante il più possibile l’equilibrio tra cibi
fonte di acidificazione e cibi basici. Inoltre è molto utile aiutare l’organismo in
questo processo di de acidificazione bevendo la giusta quantità di Acqua Kangen.
Le Acqua Kangen hanno un ph che varia da 8.5 sino a 9.5,valori superiori non sono adatti all’alimentazione umana.

Fate questo semplice test,il risultato potrebbe letterlmente sorprendervi!

Aaron Bonassi
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Sai che cos’è l’ACQUA ALCALINA? E perché è importante berla?

1 settembre 2011 by , No Comments

Bere acqua alcalina: garanzia di salute
Che cos’è l’acqua alcalina e perché è così importante per il nostro benessere psicofisico? Ce lo spiegano Robert O. Young e Shelley Redford Young in un passo tratto dal loro libro
Il Miracolo del pH alcalino
Robert O. Young e Shelley Redford Young   ( articolo pubblicato anche su Scienza e Conoscenza n. 37 )

Le cellule del corpo sono sane tanto quanto i fluidi in cui sono immerse. Se utilizzate acqua inquinata, immaginate la devastazione che si produrrà nei vostri corpi. A pensarci bene, non avete da immaginare, perché è probabile che voi la stiate sperimentando proprio adesso. Quasi tutta l’acqua facilmente reperibile è acida ed acidificherà i vostri corpi. Se l’acqua che bevete è acida, non può fungere da tampone né può aiutarvi ad espellere l’acido dal vostro organismo. L’acqua alcalina, invece, neutralizza i rifiuti acidi accumulati per effetto dell’alimentazione e del metabolismo e, se consumata giornalmente in associazione con una buona dieta, rimuove delicatamente gli acidi dal corpo.
Sfortunatamente, l’acqua che vi serve non fuoriesce dal vostro rubinetto. E non è nemmeno quella imbottigliata, non importa quanto sia cara o quanto naturale sia dichiarata nell’etichetta. Anche quando appare limpida ed ha un buon sapore (e diciamo la verità: il gusto non è sempre così eccezionale, specialmente per quella del rubinetto), probabilmente non dovreste berla. Anche se la filtrate (con i noti ma non sufficientemente efficienti sistemi Brita o simili), non è salubre. Praticamente, è ragionevole presumere che tutte le acque immediatamente disponibili, inclusa la maggior parte di quelle imbottigliate, quelle trattate con l’osmosi inversa e quelle distillate, contengano degli agenti contaminanti.
Dobbiamo guardare in faccia la realtà: dobbiamo responsabilizzarci per assumere acqua salubre. Si può dire che quasi nulla lì fuori è buono per noi così com’è. Un tempo l’acqua dei ghiacciai, o delle sorgenti, o piovana, o di torrenti d’alta montagna deve essere stata, fondamentalmente, perfetta. Ma l’inquinamento atmosferico, le piogge acide, la contaminazione delle falde acquifere e gli oceani avvelenati dalle discariche hanno cambiato tutto. Ed abbiamo preso coscienza che noi non possiamo contare sugli standard produttivi agroalimentari attuali per disporre di un prodotto finale che sia all’altezza dei nostri standard.
Per fortuna, esistono dei metodi per purificare l’acqua che ognuno può eseguire a casa.

L’acqua alcalina
Oltre a dover essere priva di agenti inquinanti, la vostra acqua occorre che sia alcalina cioè con un pH superiore a 7. Qualunque valore alcalino sarà migliore di qualunque acqua acida ma, come pH ideale, io raccomando acqua che abbia almeno pH 9,5 (e, per coloro che sono afflitti da gravi condizioni di salute, un pH da 11,5 a 12,5). Gran parte delle acque di rubinetto ed imbottigliate, tuttavia, non arrivano nemmeno al pH neutro 7. Gli agenti contaminanti di cui abbiamo già discusso prima, tra gli altri problemi, rendono l’acqua che li contiene acida.
Se bevete acqua acida, il vostro organismo è costretto a prelevare dalle riserve corporee sostanze alcaline per neutralizzarla, cosicché, tali riserve non saranno più disponibili per qualunque altra azione alcalinizzante; e ciò costituisce un problema quando la sostanza prelevata è il calcio che è preposto al rafforzamento delle ossa. Invece, quando bevete acqua alcalina, questa sarà utile al vostro organismo per espellere gli acidi dai vostri tessuti. Inoltre, i microrganismi nocivi non possono sopravvivere in un ambiente inondato da acqua alcalina. E ancora, l’acqua alcalina può contenere i minerali alcalini che servono al vostro corpo inclusi calcio, magnesio e potassio. Si tratta, di fatto, del sistema di rifornimento ideale per questi minerali: sciolti in acqua, sono nella migliore condizione per essere assimilati dal vostro corpo.

L’acqua carica di elettroni
Per una perfetta salute, la vostra acqua deve essere energizzata, ossia satura di elettroni. L’acqua con questa caratteristica è altamente carica e piena di potenziale energetico; ed è anche alcalina. In effetti, l’acqua è alcalina grazie alla carica negativa di tutti i suoi elettroni, mentre gli acidi sono sovraccarichi di protoni dalla carica positiva. È l’attrazione esercitata dagli elettroni sui protoni che permette alle sostanze alcaline di tamponare, ossia neutralizzare le sostanze acide.
In chimica, l’aggiunta di un elettrone viene chiamata riduzione mentre la sottrazione di un elettrone viene denominata ossidazione. Il valore noto come “potenziale di ossidoriduzione” o ORP (oxidative reduction potential, chiamato anche “potenziale REDOX”; N.d.T.) vi permette di quantificare l’attività degli elettroni o il potenziale elettrochimico dell’acqua (o di qualunque altra cosa) contandone gli elettroni. La riduzione accumula energia in una sostanza. Un ORP negativo, espresso in millivolt (mV), vi indica che l’acqua è alcalinizzante.
L’acqua con un ORP negativo fornisce una riserva certa di elettroni liberi utili per bloccare l’ossidazione dei tessuti del corpo da parte dei radicali liberi dell’ossigeno. In altre parole è un antiossidante; ed un antiossidante ancora più potente di qualunque cibo o integratore, grazie all’eccezionale quantità di elettroni che contiene, tutti pronti ad essere ceduti. Agisce velocemente ed è capace di raggiungere tutti i tessuti del corpo in un tempo molto breve. Gli effetti del bere acqua ridotta sono immediati.
Dovreste procurarvi dell’acqua con un ORP almeno di -250 mV e fino a più di -1.250 mV. Ma la maggior parte dell’acqua di rubinetto registra valori intorno a +400 mV e fino a +1.250 mV ed è satura di protoni; agisce acquisendo elettroni ed ossidando le altre molecole. Quest’acqua non ha energia; di fatto, semmai, sottrarrà energia al vostro corpo. Ora il vostro compito è quello di trovare l’acqua salubre.

Acqua Kangen è considerata la miglior acqua alcalina al mondo!

Aaron Bonassi
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Perchè dovresti scegliere uno ionizzatore Enagic?

30 agosto 2011 by , No Comments

Scopriamo insieme i 22 motivi che hanno convinto milioni di clienti in tutto il mondo!

Il Dispositivo Enagic “Leveluk SD501″ è garantita per 5 anni senza costi aggiuntivi o restrizioni sulla qualità dell’acqua o alla quantità dei Acqua Kangen prodotte ogni giorno. Questa garanzia non la offre alcun altro produttore di ionizzatori .

Enagic è l’unica azienda al mondo che produce le macchine di produzione di acqua Kangen. Acqua Kangen è un marchio di Enagic. (Kangen è una parola giapponese che significa “ritorno alle origini” )

I dispositivi acqua kangen durano almeno 15 anni e sono rigenerabili.

Gli ionizzatori acqua kangen sono riconusciuti dal 1987 come dispositivi medici in Giappone dal ministero della salute e del welfare. Anche in Europa sono gli unici ad aver ottenuto la certificazione ISO 13485

La Leveluk sd501 è considerato il GOLD STANDARD, il punto di riferimento della categoria nel campo degli ionizzatori acqua.

Non cè altra compagnia al mondo i cui ionizzatori sono utilizzati in ambienti ospedalieri per la prevenzione e cura delle malattie e per la sterilizzazione delle sale operatorie.

I dispositivi della concorrenza che producono acqua alcalina non hanno le stesse proprità antiossidanti di acqua kangen.

L’Associazione giapponese di prevenzione della malattia di Geriatria composto da 6500 medici e chirurghi ha fortemente raccomandato la SD501 dispositivo Leveluk come il più efficace nel prevenire la malattia negli adulti.

Enagic non usa la catena di produzione. Ogni dispositivo è assemblato manualmente da un tecnico solo.

Ogni dispositivo riceve 22 controlli qualità visionati da 5 diversi ispettori in armonia con le severe disposizioni di qualità tipiche del vero made in Japan.

Il 100% delle fasi di processo della produzione sono eseguite in fabbrica Enagic, dalla produzione di componenti, montaggio, ispezione, collaudo, imballaggio e spedizione finale.

Enagic è l’unico produttore ad utilizzare solo “in titanio e platino di grado medicale ” puro al 99,99% , quello utilizzato per le protesi che è biocompatibile. La sd 501 ha anche la piu alta superficie di contatto effettiva nela camera di inizzazione. VEDI QUI SUL SITO.

Enagic usa trasformatori da 230 watt per il processo di elettrolisi.

Puo farlo perchè usa piastre di grande spessore 4,75 pollici. Vale a dire 4 volte piu titanio e platino di altri ionizzatori.

I dispositivi hanno una produzione di acqua notevolmente superiore in termini di qualità e prezzo, sia sul volume totale di produzione. Per la sd 501 sono 7,5 litri al minuto e si possono produrre centinaia di litri al giorno senza problemi di surriscaldamento.

LeveLuk SD 501 è ampiamente usato in centri benessere, cliniche e altri luoghi pubblici dove la domanda è enorme. I dispositivi Enagic  sono destinati a produrre grandi quantità di acqua Kangen.

Enagic ha uffici in molti paesi in modo da poter garantire assistenza post-vendita.

Bere acqua kangen è un risparmio sull’acquisto di acqua minerale e grazie alle aque sanitarie è possibile sostiuire molti detergenti domestici.

Bere acqua kangen permette di limitare l’inquinamento evitando l’uso indiscriminato di bottiglie di plastica.

Enagic concede un finaziamento diretto senza interessi.

Enagic in qualsiasi momento può diventare una grande opportunità di carriera o il mezzo per migliorare  il tenore di vita in armonia con le proprie ambizioni.

Enagic è efficace nel mantenere una buona salute. Probabilmente il più grande motivo di possedere in casa una fonte di acqua Kangen perché ripristina il corpo al suo stato alcalino di origine e rafforza il sistema immunitario nei bambini e negli anziani.

Acqua Kangen  aiuta il corpo a mantenere il suo equilibrio acido-base (omeostasi), in modo da poter ripristinare le funzioni mentali e chimiche (glucosio, temperatura, sali minerali nel sangue, ecc.), Rende più resistenti alle malattie e allo stress vita moderna.

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L’azienda Enagic!

25 luglio 2011 by , No Comments

Oggi vorrei dedicare alcune righe per descrivere questa azienda.

Enagic è stata fondata da Hironari Oshiro, Presidente e CEO in Giappone e Acqua Kangen è un marchio registrato di Enagic Co., Ltd. La società è di proprietà privata.

Enagic nasce a Tokyo, in Giappone nel giugno del 1974. Acqua Kangen è un prodotto in grado di trasformare l’acqua del rubinetto in acqua potabile alcalina privata  dalle impurità. Il ministero giapponese della Sanità e del Welfare autorizza la fabbrica Enagic Osaka come azienda produttrice di apparecchiature mediche.

Nel 1974 un reparto commerciale speciale di SONY, il precursore di Enagic, ha cominciato la sperimetazione delle prime unità domestiche di ionizzatori (prima erano utilizzate solo in ospedale). Nel gennaio 2000 Enagic ha iniziato le vendite del prodotto principale “LeveLuk DX”. Per oltre tre decenni, Enagic International è il principale produttore di ionizzatori alcalini e macchine per la filtrazione dell’acqua. Enagic USA è un membro della Direct Selling Association gli impianti Acqua Kangen sono utilizzati in centinaia di migliaia di case in tutto il mondo per trasformare l’acqua del rubinetto in acqua pura e sana potabile alcalina. Stima del fatturato annuo di oltre 230 milioni dollari (al 2010). Uffici in Giappone, USA, Germania, Canada, Italia, Messico.

Prodotti

Acqua Kangen è stata creata dalla tecnologia Enagic. Non solo questi dispositivi possono filtrare l’acqua del rubinetto, ma producono anche acqua ionizzata alcalina e acida attraverso elettrolisi. Queste acque possono essere utilizzate per vari scopi, tra cui bere, cucinare, bellezza e pulizia.

Acqua Kangen contiene vari minerali, come calcio, sodio, potassio e magnesio. A differenza di altri sistemi di filtrazione che filtrano minerali, anche utili, gli impianti di filtrazione Enagic mantengono intatti questi minerali. Questo fornisce una elevata qualità dell’acqua che può essere usato per molti scopi differenti.

I cinque tipi di acqua Enagic daranno accesso immediato a tutte le soluzioni naturali. Con un semplice pressione di un tasto, è possibile creare l’acqua che aiuterà  ad animare le vostre piante, fare una fragranza aromatica, cucinare un pasto delizioso, o pulire una macchia ostinata. Questa è la versatilità! Ogni impianto acqua kangen Enagic non solo aiuterà a rimanere idratati, ma anche vi incoraggia a mantenere un ambiente pulito, ed uno stile di vita eco-compatibile.

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LO STOMACO GENIALE.

22 luglio 2011 by , No Comments

Oggi vorrei condividere queste informazioni scritte in modo esemplare. Ci tengo a precisare che questo articolo è di

Sabine Eck e l’articole è tratto dal blog IL PASTO NUDO blog di cucina consapevole che mi agorno non meme voglia se le do un po di visibilità.

Lo stomaco geniale

Oggi vi parlo di un vero amico: il nostro Signor Stomaco, che fa molto di più che collaborare alla digestione; possiede una vera e propria intelligenza (la meravigliosa logica di madre natura!) che usa a nostro favore.

Quando sta bene il Signor Stomaco è piuttosto silenzioso, o meglio ci infonde una sorta di beato benessere. Quando è infelice invece si fa sentire con tantissime voci: nausea, vomito, gonfiore, pesantezza, vuoto fastidioso, bruciore, crampi, rigurgiti e altro (ma questi sono i segnali più frequenti).

Purtroppo non mi è possibile trattare tutti i sintomi di cui sopra in un solo post; per questa volta mi concentrerò sul vomito, che interessa per esempio le mamme all’inizio della gravidanza (cosiddetto vomito gravidico) ma è frequente anche nei bambini piccoli, e un po’ meno negli adulti. Mi rendo conto che trattare un argomento come il vomito su un blog di cucina non è proprio la cosa più attraente del mondo, ma proprio il fatto che ci troviamo in un ambito di consapevolezza mi fa credere che se siete qui siete dei curiosi (come izn!!!); e io credo fermamente che solo chi è curioso può diventare consapevole.

Bene. Finite premesse e giustificazioni, immergiamoci nell’intelligenza del nostro prezioso amico.

Negli anni ’50 un professore molto curioso – il Dottor Friedrich F. Sander – comprese un fatto straordinario, e cioè che il nostro stomaco svolge un ruolo primario nella naturale auto-regolazione dell’equilibrio acido-basico del nostro organismo.

L’equilibrio acido-basico è alla base della nostra salute quotidiana, e rappresenta una sorta di bilancia della vita. È l’indiscusso protagonista sia nelle piccole che nelle grandi patologie. La caduta verso ognuno dei due estremi (acidosi estrema o alcalosi estrema) non è compatibile con la vita.
I cinesi parlano della “legge dell’armonia”: l’estremo yang e l’estremo yin sono deviazioni pericolose che ci fanno ammalare.

Certo, lo stomaco serve per prima cosa a digerire, ma oltre a questo aspetto svolge un’altra importante funzione: ogni giorno elimina dal nostro corpo tante valenze acide sotto forma di acido cloridrico che guarda caso aiuta anche a pre-digerire (=destrutturare) i cibi che raggiungono lo stomaco. Una volta espletata questa funzione l’acido cloridrico non viene più riassorbito e lascia il nostro corpo prontamente con le feci.

Pochi sanno che ogni volta che lo stomaco produce l’acido cloridrico (HCl) emette contemporaneamente una sostanza alcalina preziosissima per la salute che si chiama bicarbonato; lo stomaco lo secerne nel suo versante venoso e da lì raggiunge l’interno del nostro organismo per svolgere infinite funzioni biochimiche.

Quando una persona vomita lo stomaco perde acido cloridrico (ovvero si auto-deacidifica) e produce bicarbonato (ovvero si auto-alcalinizza).

Questo è il motivo per cui le donne in gravidanza vomitano così spesso nel corso del primo trimestre: è necessario de-acidificare velocemente il corpo per preparare il “nido”, cioè l’utero, che desidera che la mamma sia in equilibrio acido-base. La gravidanza necessita di un’ambiente molto sano per arrivare in fondo.
Peggio mangia la futura mamma (poca frutta e verdura e troppi cibi animali) e peggiore è il suo stile di vita (poco movimento e stress) più alta sarà la probabilità che vomiterà molto e a lungo quando è in attesa. In tanti anni di ambulatorio ho constatato che le donne che si nutrono in modo consapevole ed equilibrato rimettono per tempi molto limitati o addirittura mai.

A questo proposito posso confermare su esperienza diretta di mia moglie che in tutta la gravidanza non ha mai vomitato una sola volta e questo grazie anche ad ACQUA KANGEN ALCALINA ph 9.5 che ha sempre bevuto in abbondanza e a molti centrifugati di verdure alcalinizzanti. (questo pragrafo è un’aggiunta mia)

Anche ai bambini piccoli capita più spesso di vomitare se l’alimentazione è troppo ricca di cibi acidificanti: proteine animali, zuccheri semplici, farine raffinate, dolci industriali e schifezze varie (patatine e simili). Di solito si dice poi che “gira un cattivissimo virus” (ma pensa, è sempre colpa di un altro!); anche se il virus ci fosse, la sua presenza sarebbe comunque fortemente favorita dalle proteine in eccesso, che specie se putrefatte (nell’intestino troppo caricato) sono il terreno di coltura elettivo dei virus (provate a chiedere a un virologo).
Questo squilibrio alimentare è anche il motivo per cui ormai abbiamo sempre più gastriti croniche a tutte le età e ultimamente moltissime nei bambini già grandicelli; proprio quelli con con cattive abitudini alimentari ormai consolidate.

Un’altra patologia causata sempre dallo stesso squilibrio è l’osteoporosi, anche questa purtroppo ormai riscontrabile in età sempre più giovane: quando lo stomaco non riesce più compensare tutti gli errori di stile di vita accumulati il nostro organismo deve andare a prendere i preziosissimi minerali alcalinizzanti dove questi sono depositati, e cioè nel sistema osseo.

Come vedete il nostro stomaco ci vuole bene: ripara i nostri errori e ci insegna anche qualcosa se siamo in grado di ascoltarlo.

Il miglior aiuto che possiamo dargli è fare un bel giro qui sul pasto nudo e studiare tutte le belle ricette che ci sono, soprattutto quelle vegetali. Per esempio le meravigliose vellutate che consiglia la dottoressa Galeazzi.
Infatti con l’alimentazione è possibile curare molte cose, le gastriti in primis: un ottimo salvagente possono essere ad esempio le centrifughe fresche di carota (volendo si può aggiungere sedano e/o finocchio) da assumere prima dei pasti una o due volte al giorno, per una durata che varia a seconda dei casi, da pochi giorni fino a 2-3 settimane. Attenzione però a non esagerare: se i palmi delle mani e le piante dei piedi assumono una tonalità arancione il vostro corpo vi sta dicendo che sta depositando lì il beta-carotene perché non sa più dove metterlo. Succede rarissime volte, o a chi ha problemi epatici importanti, ma è meglio tenere d’occhio la situazione. Ricordate *sempre* che la dose fa il veleno (Paracelso docet).

Un’ultima raccomandazione prima di lasciarvi: non vi venga in mente, per carità, che possa essere una mossa intelligente auto-indursi il vomito per auto-alcalinizzarsi; sarebbe un grosso sbaglio. Non solo si sottoporrebbe il corpo ad un forte stress, con il risultato di abbassare le difese immunitarie, ma oltretutto non si raggiungerebbe lo scopo: il nostro organismo ha un’intelligenza ben superiore alla nostra razionalità e non si lascia manipolare

A questo punto, se fossi in voi, correrei in cucina a sgranocchiarmi una bella carota fresca croccante con un filo d’olio extravergine di oliva… magari con una spruzzata di sale marino integrale :-)

e aggiungo io come da suggerimento del Dr HIROMY SHINYA berrei prima 250cc di acqua kangen.

Aaron Bonassi
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La rivoluzione Alcalinizzante : bere acqua alcalina per vivere a lungo

15 luglio 2011 by , No Comments

Perchè abbiamo bisogno di bere Acqua Alcalina ?

I nostri corpi implorano di essere idratati.
L’idratazione è assolutamente essenziale per aiutare a mantenere una salute ottimale.

Sono stati scritti molti libri su questo argomento. Il nostro corpo è composto di 75% di acqua che deve essere continuamente rimpiazzata, al fine di eliminare le tossine e di idratare adeguatamente le nostre 75 trilioni di cellule.
Idratare le cellule e lavare le tossine e l’acidità con Acqua Alcalina (Kangen Water) è la prima cosa che si può fare per tenerci sulla strada per la salute.

Vi siete mai chiesti perché alcune persone invecchino lentamente, e altri invecchiano più rapidamente? E’ difficile contestare che i nostri geni giocano un ruolo importante in questo, tuttavia vi è un grande opportunità con cui possiamo aumentare la qualità della nostra vita.
Per cominciare, semplicemente scegliendo in modo diverso ciò che mettiamo in bocca, possiano contrastare in modo significativo il processo di invecchiamento (1).
(1)” Inversione dell’ invecchiamento” libro edito da Macro Edizioni sccritto dal coreano Sang Whang

Sì, avete sentito bene. Siamo in grado di rallentare notevolmente il processo di invecchiamento e vivere una vita più sana, semplicemente eliminare le tossine, acidi, e alcuni alimenti nocivi e assumendo prodotti alimentari  vitali e l’acqua vitale. Noi siamo ciò che beviamo!

La ricercatrice americana Lynda Frassetto ha scoperto e pubblicato sul giornale di Gerontologia: SCIENZE BIOLOGICHE 1996, Vol. 51A.No.1,B91-B99, i risultati della sua ricerca multicentrica. Da questo lavoro si evidenzia in maniera inconfutabile, che dopo i 45 anni di vita, incominciamo a perdere la concentrazione dei bicarbonati (HCO3) nel sangue ; I Bicarbonati (HCO3) , che sono i tamponi alcalini naturali che neutralizzano gli acidi nel sangue e mantengono il pH sangiugno bilanciato, grazie alla eliminazione dei residui acidi del corpo umano.

La riduzione dei Bicarbonati limita l’abilità del sangue di neutralizzare i residui acidi prodotti nelle nostre cellule.
il sangue deve mantenersi ad un pH di 7,35/7,40 . Per sopravvivere, il nostro corpo, converte costantemente gli acidi liquidi non neutraizzati in acidi solidi come colesterolo, acidi grassi, acido urico, fosfati, urati, calcoli renali ecc.

Venendogli a mancare i tamponi alcalini naturali , l’organismo, che non puo’ permettersi un pH sangiugno tendente all’acido ( ad un pH del sangue arterioso di 6,8 si va in acidosi metabolica = coma…) preleva i Bicarbonati di calcio dalle pareti arteriose e conseguentemente, per evitare l’assottigliamento delle pareti stesse e qundi il pericolo di emorragie, produce Colesterina  ( e quindi placche di Colesterolo) quale cemento riparatore.

Successivamente comincia il lento prelievo dei bicarbonati di calcio dalle ossa, provocando osteoporosi.
Quindi, l’insorgenza della osteoporosi, deriva dalla elevata acidosi tissutale ed ematica.

La ricercatrice Lynda Frassetto , nell’appendice della sua pubblicazione, afferma: ” ho scoperto che la diminuzione dei bicarbonati nel sangue, non è la conseguenza dell’invecchiamento, ma la causa pricipale dell’invecchiamento”. Rifornirsi di Bicarbonati , come se ricaricassimo una batteria, ci consentirebbe di non invecchiare…..

Purtroppo , nessun programma dietetico ne l’esercizio fisico, aggiungono Bicarbonati nel sangue. Le diete basate sulla assunzione dei cibi alcalini, sono da preferire  perchè non ingeriamo ulteriori acidi, ma non risolvono il problema.
D’altronde, anche inserendo Bicarbonato di sodio nella nostra dieta ci puo’ aiutare, perchè l’acido cloridrico dello stomaco scinde il bicarbonato in acqua , biossido di carbonio e sale.

Anche la stessa attività fisica fatta in maniera sconsiderata provoca formazione di residui acidi (acido lattico). In effetti, quando stressiamo esageratamente il muscolo, bruciamo i nutrienti cosi’ velocemente che il sangue non riesce ad eleiminare le scorie acide abbastanza in fretta, creando depositi acidi che ostruiscono i capillari, impedendo la fuoriuscita di tali residui ( maratoneti e sportivi che usano bere acqua alcalina (pH 9,5) non soffrono di crampi e sviluppano maggiore resistenza)

Come fare quindi per rifornire il sangue di Bicarbonati?
E’ semplice:bisogna  BERE ACQUA ALCALINA ad un pH di 9,5 ( 1 litro per ogni 30 Kg di peso corporeo)
Quando beviamo acqua alcalina con un pH molto alto (9,5…) , soprattutto a stomaco vuoto, il pH dello stomaco si alcalinizza , inducendo lo stomaco a produrre piu’ acido cloridrico per tamponare l’alcalosi.
Il processo di produzione dell’acido cloridrico avviene con la seguente reazione: H2O+CO2+NaCl= HCl+NaHCO3.

L’acido cloridrico prodotto (HCl) va nello stomaco, mentre il Bicarbonato di Sodio (NaHCO3) che viene prodotto, entra direttamente nel flusso ematico.
Piu’ acqua alcalina beviamo, piu’ acdio clridrico verrà prodottoe di conseguenza piu’ bicarbnati avremo nel sangue…….
Piu’ è alto il pH dell’acqua che beviamo a stomaco vuoto, piu’ acido cloridrico verrà prodotto.

Come fare per produrre acqua alcalina ad un pH cosi’ elevato? E’ semplicissimo……Dotiamo il nostro inpianto idrico domestico di uno ionizzatore con possibilità di produzione infinita di acqua alcalina e non solo….
il prodotto leader di mercato nel mondo è l’apparecchio della ditta Giapponese ENAGIC : il LEVELUK SD 501 KANGEN WATER

Quando noi alcalinizziamo il nostro corpo con Acqua Kangen™ (dando per scontato che abbiamo positivamente cambiato la nostra dieta e la qualità della nostra vita), eliminiamo l’acidità, non ci sono veleni o tossine conseguenti all’accumulo di tossiemia. Quando l’ossigeno è abbondantemente fornito, quando gli acidi vengono costantemente eliminati e le nostre cellule sono nel loro incontaminato pH equilibrato, allora possiamo dire che abbiamo notevolmente migliorato la nostra qualità della vita e abbiamo rallentato notevolmente il processo di invecchiamento.

Integrare una dieta sana con il giusto tipo di acqua può fare meraviglie per tutti noi.

Scopri tutte la caratteristiche di acqua kangen e ricorda che acqua kangen ha anche diverse applicazioni topiche.

Alcuni esempi li trovi visitando questa pagina, clicca QUI

ANGELO DI BENEDETTI
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Cibi crudi o cotti? Che differenza passa per il nostro corpo?

1 luglio 2011 by , No Comments

I cibi crudi sono più vitali e nutrienti di quelli cotti.

Un bel boccone di pesce alla griglia, ben cotto, o una forchettata di spaghetti fumanti finisce fra le nostre “fauci” con immenso godimento. Il nostro corpo, però, a quanto pare non trae uguale piacere. Mentre mastichiamo soddisfatti, qualcosa si scatena nell’organismo: migliaia di globuli bianchi, i “soldatini” del sistema immunitario umano, accorrono in massa contro il “nemico”.

Il nemico può essere anche un pezzo di pane, o una fetta di torta, un piatto di riso, o un hamburger, insomma un qualsiasi alimento che ha subito il processo di cottura.

Ma perché la nostra perfetta macchina di difesa si mette in moto?

Ad ogni ingestione di tali alimenti, il nostro organismo reagisce con un’iper-produzione di leucociti (detta “leucocitosi”), perché considera “innaturale” e “pericolosa” ogni materia vivente sottoposta a quella radicale trasformazione molecolare che avviene con la cottura.

Una mela, una carota o qualsiasi altro vegetale o frutto crudo sono invece accettati senza la reazione immunitaria dei globuli bianchi, che provocano ogni volta un enorme dispendio di energie vitali.

A fare questa importantissima scoperta fu il Dottor Kouchakoff, medico di Losanna, che, dopo venticinque anni di sperimentazioni su migliaia di persone e su sé stesso, nel 1937 pubblicò il risultato delle sue ricerche nel saggio Nouvelles lois de alimentation humaine, basees sur la leucocytose digestive.

Parallelamente a Kouchakoff, il medico italiano C. Lusignani, dell’Università di Parma, nel 1924 aveva già pubblicato un prezioso lavoro sulla leucocitosi digestiva, arrivando a conclusioni simili.

In effetti, Lusignani si era occupato del meccanismo fisiologico che innesca o sospende la leucocitosi digestiva, dimostrando che le variazioni leucocitarie successive all’ingestione dell’alimento sono dovute a meccanismi nervosi centrali e periferici che, regolando il calibro vasale, determinano, attraverso fenomeni di vasocostrizione o di vasodilatazione, l’aumento o la diminuzione dei leucociti.

I globuli bianchi, in sostanza, “programmati” per difendere da corpi estranei a noi dannosi, aumentano di numero in caso d’ingestione di cibi cotti. Al contrario, il nostro organismo reagisce con un rilassamento delle pareti vasali (e una conseguente diminuzione dei globuli bianchi, o leucopenia) in caso d’ingestione di cibo crudo, non considerato dannoso dall’ “intelligenza del corpo”.

Come dice il prof. Businco, dell’Università di Roma, “la vita è cruda, perché tutti i processi biologici si svolgono in ambiente naturale, nei limiti della temperatura alla quale le cellule e i tessuti svolgono le loro attività vitali”.

Il corpo sa riconoscere ancora perfettamente, dopo alcuni millenni di “deviazione alimentare”, i cibi “vivi2 (quelli che gli consentono di mantenere integro il suo capitale di “vitalità”) da quelli “morti”.

“Vivi” sono gli alimenti crudi, che conservano intatto il loro corredo di “fattori vitali”: vitamine, proteine, sali minerali, enzimi, ormoni, essenze volatili, antiossidanti naturali, biostimoline, complessi antibiotici, ecc.

Cibi alla griglia

Alimenti “morti”, invece, non sono solo i cadaveri di altri animali, ma anche le verdure, la frutta e i cereali cotti. Tutti i cibi (fatti di materia organica, come noi), se sottoposti ad elevate temperature (come quelle che usiamo per friggere, arrostire, bollire, ecc.) subiscono trasformazioni chimiche irreversibili.

Le proteine, ad esempio, hanno un decadimento del loro valore biologico, dovuto alla distruzione parziale (e a volte totale) degli aminoacidi essenziali. La bollitura, in particolare, provoca l’idrolizzazione dei composti proteici e la susseguente dispersione nel mezzo liquido. Se poi la cottura avviene mediante arrostimento o tostatura, le proteine si denaturano, producendo sostanze tossiche da piroscissione, alcune delle quali notoriamente cancerogene (il benzopirene, il benzoantracene, il perilene, ecc.). Attenti dunque al famigerato barbecue e al caffè (i cui grani, prima di essere macinati, sono tostati).

Altre “vittime eccellenti” della cottura-killer sono le vitamine, che ad alte temperature vengono per la maggior parte denaturate o distrutte irrimediabilmente. La clorofilla, linfa vitale delle piante verdi, subisce invece la degradazione a feofitina, di colore bruniccio, assolutamente inutilizzabile dall’organismo.

Cuocere non significa quindi rendere più digeribile un alimento, perché, come abbiamo visto, durante questo processo i composti proteici iniziano a flocculare già a 60 gradi e finiscono per coagulare del tutto a temperature maggiori, essendo inattaccabili dai succhi gastrici.

Ma, allora, i presunti vantaggi della cottura? Ad un attento esame, non ce ne sono. È pur vero che gli alimenti cotti si prestano di più a manipolazioni e all’aggiunta di condimenti “ricchi” o speziati (proprio perché hanno perso il loro sapore iniziale), ma ciò travalica dalle giuste necessità nutrizionali e appartiene al campo di quelle “distorsioni del gusto”, indotte dalla “civilizzazione”.

Dopo aver rivelato cosa succede nel nostro organismo ogni qualvolta ingeriamo un cibo cotto (di qualsiasi natura, vegetale o animale) e perché gli alimenti crudi debbano considerarsi “vivi” (in altre parole depositari di tutto il corredo vitaminico, proteico, enzimatico, ecc.), mentre quelli sottoposti a cottura sono ritenuti “morti”, siccome subiscono trasformazioni chimiche irreversibili che, oltre ad impoverirli sul piano bionutrizionale, in alcuni casi generano sostanze cancerogene, bisogna ora aggiungere un dato sicuramente rilevante, il fatto, in pratica, che l’uomo, sebbene faccia cuocere i suoi alimenti da alcune decine di migliaia d’anni (mentre per milioni d’anni è stato “crudista”) non ha sviluppato altresì alcun adattamento anatomofisiologico all’alimento cotto, che continua ad essere rifiutato dall’organismo mediante l’azione di rigetto detta “leucocitosi digestiva” (cioè iper-produzione di globuli bianchi).

Ad oltre settanta anni da questa scoperta, fondamentale per capire come si comporta il nostro corpo in caso d’alimentazione innaturale, si continua a far di tutto per non divulgarla, con un silenzio che ha premiato i giganti multinazionali dell’alimentazione precotta, in scatola, “sofisticata” e colorata.

L’uomo è l’unico animale che sottopone a cottura i cibi, erodendo così il suo capitale energetico (poiché, la leucocitosi rappresenta un elevato dispendio di vitalità) e obbligando il proprio organismo ad un doppio sforzo per ritrasformare in materia vivente ciò che lui stesso ha distrutto con l’elevata temperatura.

È stato calcolato – dall’ingegnere francese Andrè Simoneton – che le radiazioni emesse dal corpo di una persona sana si aggirano, in media, sui 6.500 Angstrom, mentre in condizioni di malattia o di cattiva alimentazione scendono sicuramente di sotto a tale livello.

Gli alimenti possono pertanto dividersi in tre principali categorie:

l) alimenti “morti” – cibi cotti o conservati, margarina, pasticceria industriale, alcool, liquori, zucchero – che hanno radiazioni nulle o pressoché nulle;

2) alimenti “inferiori” – carne, salumi, uova non fresche, latte bollito (quello “industriale” che beviamo oggi), caffè, tè, cioccolato, marmellate, formaggi, pane bianco – che hanno radiazioni inferiori a 3.000 Angstrom;

3) alimenti “superiori” o “sani” – frutta fresca, cruda e matura, e verdura cruda e fresca, che hanno radiazioni molto elevate, tra gli 8.000 e i 10.000 Angstrom.

L’alimento vegetale “vivo” (cioè crudo), fresco e maturato sotto l’azione dei raggi solari, è, infatti, il punto d’arrivo di una serie di processi di concentrazione di tutte quelle energie che lo hanno dapprima generato, poi fatto crescere e infine portato a maturazione. Tali energie, ovviamente, si liberano e vengono poi assimilate dal nostro organismo ogni qual volta mastichiamo e ingeriamo un frutto o un vegetale crudo: dall’energia alla materia e dalla materia all’energia, semplicemente.

Viene da chiedersi, ora, come mai l’uomo abbia abbandonato ad un certo punto della sua preistoria l’alimentazione a lui fisiologicamente adatto, quella vegetariana e crudista, e si sia dato alla cottura indiscriminata dei cibi, iniziando con la carne e passando poi a tutti gli altri.

Ragioni di forza maggiore, pare, obbligarono i nostri progenitori a cambiare dieta.

I paleoantropologi concordano nel ritenere che la Terra, durante la preistoria dell’uomo, soffrì enormi sconvolgimenti climatici e geologici, i quali trasformarono profondamente gli ecosistemi del pianeta. Glaciazioni, interglaciazioni, periodi d’eccessivo inaridimento o d’insolita piovosità alterarono i biomi vegetali da cui l’uomo traeva il proprio nutrimento.

Durante l’ultima glaciazione, avvenuta tra i 200.000 e i 120.000 anni fa nel periodo dell’Era Quaternaria chiamato Pleistocene, i ghiacci avanzarono tanto che gran parte delle foreste eurasiatiche furono distrutte. L’Africa, nel frattempo, era flagellata da intensissime precipitazioni, seguite poi da un periodo d’eccessivo inaridimento del clima, che fece scomparire gran parte delle foreste. La savana, gialla, assolata, semi arida, prese in molte zone il posto dell’intricato e ombroso ammasso vegetale che aveva fino allora ospitato e nutrito l’uomo.

Da “scimmia d’ombra” – come dice il prof. Marcello Comel, illustre clinico e scienziato dell’Università di Pisa – “vissuta per milioni d’anni sugli alberi … [l'uomo] vagò per altri milioni d’anni nella savana”. E che nutrimento poteva trovare nella savana?

Da “scimmia d’ombra” – come dice il prof. Marcello Comel, illustre clinico e scienziato dell’università di Pisa – “vissuta per milioni d’anni sugli alberi…[l'uomo] vagò per altri milioni d’anni nella savana”.

E che nutrimento poteva trovare nella savana?

Prevalentemente i frutti secchi, piccoli e duri delle graminacee spontanee (soprattutto frumento e orzo), che crescono negli spazi aperti, e necessitano di luce solare diretta. Alla dieta a base di graminacee, insufficiente dal punto di vista nutritivo, l’uomo aggiunse ciò che gli offriva il nuovo habitat, e cioè la carne degli animali della savana.

Non avendo le caratteristiche anatomofisiologiche del granivoro, né tantomeno del carnivoro, l’uomo, per rendere commestibile il cereale e il cadavere di altri animali, dovette ricorrere alla cottura, che in seguito fu estesa, inspiegabilmente, a tutti gli altri alimenti.

L’alimentazione granivora e carnivora rappresenta dunque una vera e propria “deviazione fagica” non dettata da una scelta, ma da uno stato di pura necessità che non offriva alternative.

Contravvenendo agli istinti alimentari biologicamente connaturati con la propria specie, l’uomo dette inizio alla sua degradazione e degenerazione fisiopsichica, i cui disastrosi effetti sono, oggi più che mai, evidenti. Contrariamente a quanto si pensa, infatti, l’uomo non è diventato “più sano, più alto, più forte” da quando (circa 10.000 anni fa) ha cominciato a dedicarsi all’agricoltura. Tutt’altro.

La paleopatologia, una disciplina relativamente nuova che studia le malattie di cui soffrivano i nostri antenati, sta sovvertendo molti luoghi comuni. Ad esempio quelli che riguardano la statura: gli scheletri degli uomini preistorici vissuti in Grecia e in Turchia verso la fine dell’era glaciale erano alti in media 175 centimetri, mentre 5.000 anni fa (dopo l’adozione dell’agricoltura) la statura era scesa a 160 cm.

E inoltre ogni cultura ricorda i propri “Matusalemme” e i propri “Noé”, gli ultracentenari degli albori del mondo, cioè quando l’uomo era ancora “fruttariano” e “crudista”.

Oggigiorno, non più la necessità di procacciarsi il cibo, ma errate abitudini, pregiudizi dietetici, e, soprattutto, la schiacciante pressione dell’industria alimentare – con tutti i suoi condizionamenti pubblicitari – fanno sì che l’uomo, non più guidato dall’istinto (ormai perduto), stenti a ritrovare razionalmente la strada della corretta alimentazione crudista.

Autore: René Andreani / Fonte: celticfearn.wordpress.com

Ora che abbiamo compreso il concetto per i cibi resta una domanda: L’ACQUA CHE BEVO E’ VIVA O MORTA?

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COSA SONO GLI ACIDI E COME AGISCONO.

24 giugno 2011 by , No Comments

Si considerano “acide” tutte le sostanze che hanno il sapore aspro, fanno diventare rossa la cartina di tornasole e producono ioni di idrogeno (atomi di idrogeno modificati, n.d.r.). Quando un acido viene a contatto con determinati metalli si creano dei composti definiti “sali”. Gli acidi vengono neutralizzati dalle sostanze basiche (dette anche alcaline), ad es. il bicarbonato di sodio.
Gli acidi possono essere minerali (es. cloridrico, solforico, nitrico) ed organici (es. urico, citrico, tartarico, ossalico). Se vengono a contatto con la pelle la irritano e, se sono molto forti, possono avere un’azione caustica.
In medicina vengono utilizzati molti acidi, tra essi citiamo: acetico, acetilsalicilico (vedi l’aspirina), ascorbico (vitamina C), citrico, cloridrico, ecc. Tra gli acidi organici quello di cui ci occuperemo in questo trattato è l’acido urico, uno dei principali componenti dell’urina.

COME SI MISURANO

Per misurare quanto una sostanza è acida o alcalina si usa una scala di valori a cui viene dato il nome di “pH”. Nel campo medico, il pH viene utilizzato per misurare il liquidi organici ed in particolare il sangue, la saliva e l’urina. Questi liquidi vengono definiti:
acidi, quando il pH è compreso tra 0 e 7,06,
neutri, quando il pH è uguale a 7,07,
basici o alcalini, quando il pH è compreso tra 7,08 e 14,14.
Pertanto, più basso è il pH e più è acida la sostanza in esame

 

IL RAPPORTO ACIDO BASICO

Tutte le reazioni all’interno del nostro organismo, che definiscono le condizioni essenziali di un ambiente in cui la “vita” sia possibile, si svolgono nell’ambito di determinati valori, tra questi il più importante è il rapporto acido/basico. Per una buona salute questo rapporto dovrebbe sempre rimanere costante, si possono però creare delle condizioni troppo acide (situazione assai frequente) o troppo basiche (condizione abbastanza rara).
Affinché l’equilibrio vitale delle cellule si possa mantenere, il loro nucleo deve presentare una reazione acida ed il citoplasma basica o alcalina. Questa differenza è fondamentale, in quanto permette lo scambio di nutrimenti e informazioni tra nucleo e citoplasma. Solo in presenza di una differenza può avvenire uno scambio, la batteria fornisce corrente proprio perché i suoi poli hanno un potenziale elettrico differente.
Se l’ambiente in cui vivono le cellule diventa molto acido questa acidità penetrerà all’interno delle cellule alterando il pH del nucleo e creando i presupposti per quei fenomeni incurabili che vengono comunemente chiamati “malattie da degenerazione cellulare”.

COME SI CREANO GLI ACIDI NELL’ORGANISMO

 

Nell’organismo umano troviamo diversi acidi, alcuni utili (come quelli che costituiscono i succhi gastrici) ed altri assai pericolosi che, quando si accumulano, sono la causa primaria di molte malattie, tra cui l’artrite, l’osteoporosi e la gotta.

Vi sono due fonti principali dell’acidità organica:

1 – il ricambio cellulare

2 – l’alimentazione.

A queste vanno aggiunte un’intensa attività muscolare, gli stati febbrili accompagnati da un’accelerazione del metabolismo dovuta a malattie ematologiche (p. es., linfoma, leucemia o anemia emolitica) e le situazioni in cui aumenta la proliferazione e morte delle cellule organiche (p. es. la psoriasi).

IL RICAMBIO CELLULARE

Nel ricambio cellulare, che avviene incessantemente nel nostro organismo, le cellule vecchie o degradate vengono distrutte ed eliminate, ed è proprio la distruzione del nucleo di tali cellule che, dopo vari passaggi, crea acido urico e ammoniaca.

L’ALIMENTAZIONE

Vi sono bevande e alimenti che non sono affatto acidi mentre altre, ad esempio gli agrumi, lo sono in modo notevole, si pensi che il succo di limone presenta un pH uguale a 2.00-2.60. Altri alimenti, pur non essendo acidi, creano con la loro digestione una notevole produzione di acido urico in quanto contengono molte purine, una sostanza bianca e cristallina che si trova nel nucleo delle cellule e rappresenta uno dei componenti elementari del DNA.

Si può determinare se un alimento è acido o alcalino esaminando le ceneri residue dopo la sua digestione. Se i minerali alcalini (calcio, potassio, sodio e magnesio), predominano sui minerali acidi (cloro, azoto, zolfo e fosforo), quell’alimento sarà classificato come alcalino e viceversa.

L’ACIDITÀ NEGLI ALIMENTI

Alcuni tipi di frutta o verdura fresca. L’organismo di una persona sana e non affaticata, è normalmente in grado di trasformare gli acidi naturali di molti alimenti crudi (ad es. limoni, pompelmi, pomodori, acetosa, frutti aciduli) in carbonati alcalini, che sono basici ed utili all’economia dell’organismo. Quando, invece, la persona è stanca o stressata, l’energia nervosa necessaria per una completa digestione e assimilazione non è sufficiente, pertanto l’organismo non è in grado di operare le dovute trasformazioni e gli acidi degli alimenti entrano nella circolazione sanguigna.

Bevande. Quasi tutte le bevande gassate, acqua esclusa, tendono ad essere molto acide. I vari tipi di Cola, ad es. hanno un pH che si aggira intorno al 2,4, mentre limonate e aranciate vanno da 2,9 a 3,2 (1).
Cereali. Tutti i cereali, ad eccezione del miglio, lasciano delle ceneri acide. Frumento (pane, pasta, ecc.) ed Avena sono i più acidi di tutti.
Latticini. I latticini di vacca, sono generatori di molta acidità ed andrebbero sostituiti con quelli di capra o di pecora (2).
Prodotti carnei. La digestione dei prodotti carnei crea una notevole quantità di acido urico, il fegato di un animale carnivoro (ma non l’uomo) è in grado di trasformare l’acido urico causato dall’alimentazione in una sostanza più semplice: l’allantoina che viene espulsa con l’urina.
Prodotti conservati. Tra i prodotti conservati risultano molto acidi tutti i succhi di frutta ed i vari tipi di “latte” derivato dai cereali: latte di soia, avena, riso, ecc. (3)

I MEZZI DI DIFESA

L’organismo non può permettere che l’equilibrio acido/basico venga turbato, pertanto deve provvedere, per quanto gli risulta possibile, a neutralizzare gli acidi in eccesso. Questa neutralizzazione viene compiuta mobilitando alcune sostanze alcaline e vari sali minerali, entrambi prelevati dalle riserve proprie dell’organismo. I minerali alcalinizzanti (calcio, potassio, sodio e magnesio), per es., vengono sottratti alle ossa, ai denti ed alle cellule di tutti i tessuti. Questo spiega in modo evidente perché i grandi consumatori di aceto e sottaceti hanno una dentatura con molti problemi.

Anche gli organi emuntori (reni, pelle, intestino, ecc.) vengono sottoposti ad un super lavoro nel tentativo di eliminare gli acidi pericolosi ed i minerali in eccesso dovuti ai processi di neutralizzazione di cui sopra. Le mucose di questi organi, a cui dovremmo aggiungere i bronchi, le ghiandole salivari e lacrimali, l’utero, ecc., sono ovviamente danneggiate da queste sostanze corrosive e si possono creare i presupposti per vari disturbi (problemi della pelle, infezioni cosiddette microbiche, infiammazioni, litiasi o calcoli, ecc.).

Bere tanta buona acqua ( ACQUA KANGEN ALCALINA) grazie al suo ph elevato (9.5) ed al suo valore ORP negativo (- 450) significa dare un grande aiuto al nostro organismo. Le scorie acide potranno essere prontamente eliminate e non verranno depositate nel nostro corpo.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
1. Dale Alexander, “Arthritis and common sense” (Artrite e buon senso).
Witkower Press Incorporated – Hartford, Connecticut, USA, 1956.
2. P. Antognetti, “Latte e formaggio”, rischi e allergie per adulti e bambini.
Macro/Edizioni, Diegaro di Cesena (FO). Ordinabile al 0547-346.290.

Aaron Bonassi
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